Come scrisse il grande John Shaw, se raramente si sale su una scala per ritrarre una persona, così anche nella macro si dovrebbe stare all’altezza del soggetto.
Questo per evitare che resti schiacciato sullo sfondo, sfondo che spesso è pure caotico (sassolini, steli e quant’altro) e si finsca per fare foto piuttosto insignificanti. Vale anche per fiori ed animali in genere.
Questi Onychogomphus (Pincertail in inglese, rende bene l’idea) usano dei sassi come punto di osservazione e di decollo per la caccia lungo le rive dei corsi d’acqua.
Per mostrare questo comportamento e nello stesso tempo valorizzarne la bellezza bisogna… sdraiarsi a terra, avendo cura nel farlo di non proiettare la propria ombra su di loro se no scappan. Meglio acquattandosi un po’ più lontano per avvicinarsi con un paio di passi del giaguaro
Ecco qualche esempio:
In queste due foto ho scelto un’inquadratura 16/9 perchè il soggetto è parallelo al lato lungo della foto ed è sottile, il classico 2/3 avrebbe avuto a mio parere troppo spazio e il sasso sarebbe stato troppo invadente o lo sfondo eccessivo.


Le due foto mi paicciono entrambe, ma preferisco la prima (sopra) perchè la corrente crea un bell’effetto pur lasciando uno sfondo pulito.
Però la migliore della giornata è senz’altro questa:

L’inquadratura frontale è meno documentaristica e più aggressiva, il colori della libellula spiccano sullo sfondo quasi monocromatico, ma mosso, creato dai sassi e il posatoio scuro una volta tanto è meglio dei sassi “bianchi”.
Quando si fanno queste uscite ogni tanto capita una rarità, ma più spesso le “bestie” sono quelle, allora diventa importante esplorarare, guardarsi intorno in cerca di occasioni per foto ogni volta diverse.
